Standard PADI

Degli Standard PADI (e non solo) e del perché è CRETINO violarli.

Scenetta – Chi è senza peccato scagli la prima pietra!

Non credo esista al mondo un solo computer subacqueo di un Open che non abbia registrato immersioni oltre i 18 metri. Al di là di qualche sforamento involontario (solitamente piccolo) è purtroppo spesso usanza e malcostume portare i subacquei oltre il proprio limite di addestramento (Voglio far divertire il cliente, farlo sentire figo!) … tanto ci sono io che ho esperienza, che vuoi che sia 5 metri in più e poi quella non è una grotta, è una cattedrale. Bene, e se il problema capita proprio a te subacqueo esperto?

Ogni qualvolta si verifica un incidente subacqueo viene naturale porsi una serie di domande al fine di capire la reale dinamica dei fatti. In questo il popolo del web è molto attivo, attento e decisamente più affidabile nelle ipotesi di molti canali di informazione. Difficilmente però le discussioni, a meno di evidenze incontrovertibili, riescono ad andare oltre il campo delle ipotesi. La cosa interessante però che appare evidente è la quasi sempre ricorrente GRANDE ESPERIENZA DEL SUBACQUEO piuttosto che fattori legati alla CARENZA DI ADDESTRAMENTO ovvero al SUPERAMENTO DEI LIMITI DI ADDESTRAMENTO, siano essi riferiti per esempio alla profondità oppure alla tipologia di immersione svolta (la classica cattedrale di cui sopra).

Chiariamo fin da subito una cosa: la subacquea è un’attività che presenta una serie di rischi, tuttavia è ESTREMAMENTE SICURA tanto quanto tutti (istruttori, guide, allievi, subacquei) si attengono rigidamente e scrupolosamente agli STANDARD e PROCEDURE che le didattiche impongono, PADI in primis ma anche le altre non scherzano!

Il deviare dagli Standard espone il subacqueo ad un rischio, a seconda dei casi anche fatale, perché fa venir meno la qualità e la completezza dell’addestramento.

Ma allora perché si devia dagli Standard? L’idea che mi sono fatto in questi anni è principalmente per IGNORANZA ovvero NON COMPRENSIONE di uno Standard; in parole povere NON CAPISCO il perché quindi faccio di testa mia, tanto ho esperienza.

Facciamo a questo punto un passo indietro e vediamo di CAPIRE come nascono gli Standard PADI, cosa sono e perché esistono e quindi perché è importante (se non vitale) rispettarli.

Non rimaneteci male ma NON esiste nessun Signor PADI che si alza la mattina e stabilisce cosa fare e come farlo. Se esistesse però sarebbe probabilmente un subacqueo con una grande esperienza personale.

Divertiamoci a sparare qualche numero ad min***am: diciamo che il Signor PADI si immerge da 50 anni con una media di 500 tuffi l’anno. Ad oggi avrebbe più o meno a logbook 25mila immersioni (oppofferbacco).

Ma andiamo oltre: il Signor PADI è anche Istruttore da 45 anni con una media di 200 certificazioni emesse all’anno. Ad oggi avrebbe certificato più o meno 9000 subacquei (perdindindirindina).

Non si può certo dire che il nostro immaginario Signor PADI non sia un subacqueo di grandissima esperienza (superiore a qualunque subacqueo io personalmente abbia mai conosciuto) che lo metterebbe nella posizione di deus ex machina della subacquea permettendosi di dettare cosa e come farlo.

Per fortuna però il Signor PADI non esiste. Esistono migliaia di Professionisti PADI e milioni di subacquei brevettati (oltre 25 milioni) in tutto il mondo che portano con se un bagaglio di esperienza decisamente superiore al nostro Signor PADI.

Gli Standard PADI nascono quindi non dall’esperienza di un singolo individuo (per quanto mostruosa) ma dall’esperienza ultracinquantennale di una intera comunità di subacquei.

Veniamo quindi alla prima considerazione: se anche non si comprende uno Standard, prima di violarlo, proviamo a PENSARE che non è frutto della mente perversa del Signor PADI, ma dell’esperienza di centinaia di migliaia di tuffi … credo si possa fare un atto di fiducia!

Il punto principale sul quale si basano gli Standard PADI è la SICUREZZA del Subacqueo: sembrerà cinico ma a PADI sta molto più a cuore un subacqueo attivo di un subacqueo morto.

Gli Standard quindi vengono stabiliti o modificati dall’esperienza sul campo. Ma non solo. Sono influenzati anche da altri fattori quali le indicazioni provenienti dalla comunità scientifica e medica per quanto riguarda per esempio le tabelle di immersione piuttosto che l’idoneità all’immersione stessa. Sono influenzati dai cambiamenti che derivano dallo sviluppo tecnologico delle attrezzature. Sono influenzati anche dagli sviluppi della scienza dell’educazione.

Sono quindi MUTEVOLI nel tempo in quanto tutti questi fattori fanno sì che vengano costantemente riesaminati per verificarne la validità educativa e, importantissimo, la difendibilità in caso di controversia legale.

Da qui la seconda considerazione: se ancora non si comprende uno Standard, prima di violarlo, proviamo a PENSARE che non solo non è frutto della mente perversa del Signor PADI e dell’esperienza di migliaia di professionisti e subacquei, ma anche del progresso tecnologico, scientifico e medico … credo si possa fare un atto di fiducia!

Alla luce di quanto detto risulta quindi estremamente STUPIDO violare uno Standard perché ci si espone a rischi che possono generare problemi dei quali si può anche essere chiamati a rispondere, e gli avvocati sentitamente ringraziano.

Vediamo quindi COSA è meglio fare nelle seguenti situazioni:

  • Se non comprendiamo uno Standard:
    1. Facciamo la cosa più SEMPLICE ed INTELLIGENTE: INFORMIAMOCI.
    2. Evitiamo di fare la cosa più CRETINA: violarlo
  • Se sulla base della nostra esperienza personale riteniamo che uno Standard possa essere migliorato:
    1. Facciamo la cosa più SEMPLICE ed INTELLIGENTE: DICIAMOLO
    2. Evitiamo di fare la cosa più CRETINA: violarlo
  • Se sulla base della nostra esperienza personale riteniamo che gli Standard siano una cagata pazzesca:
    1. Facciamo la cosa più SEMPLICE ed INTELLIGENTE: CAMBIAMO didattica (e avanti a cambiare finché non ne troviamo una che sposi al 100% la nostra filosofia)
    2. Evitiamo di fare comunque la cosa più CRETINA: violarlo.

Ricordiamoci che per quanto ESPERTI ci si possa ritenere saremo sempre una goccia nel mare della comunità subacquea. Questo vale sia per il dilettante sia in particolare per il Professionista che deve essere prima di tutto un Modello di Ruolo.

Note:

  • Mi scuso con il lettore per l’utilizzo di terminologia colorita (falso ma fa chic dirlo).
  • Ho scritto di getto quindi non vogliatemene per la forma che può risultare un po’ pesante (vero).
  • Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale (falso).
  • Se qualcuno dovesse ritenere quanto esposto offensivo o lesivo della propria persona o immagine molto probabilmente è perché ci si identifica e può tranquillamente decidere di fare la cosa più cretina o la cosa più semplice e saggia.
  • Nulla di quanto scritto è frutto della fantasia o della scarsa creatività dell’autore. I contenuti sono stati semplificati e resi estremamente concisi per una forma di rispetto della capacità di sopportazione del lettore.
  • Nel caso qualcuno volesse approfondire quanto esposto sono aperte le iscrizioni al prossimo Corso Istruttori PADI.
  • L’autore declina ogni responsabilità per un uso scorretto di questo articolo (vero).

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